Home REDAZIONE PRIVACY ACADEMY Daniela Di Leo DIGITAL HEALTH, UNA SANITA’ “CONNESSA”: UN’OCCASIONE DA NON PERDERE

DIGITAL HEALTH, UNA SANITA’ “CONNESSA”: UN’OCCASIONE DA NON PERDERE

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La Digital Health è il mondo dove confluiscono assistenza sanitaria e innovazione tecnologica, indubbiamente è il futuro della medicina, un terreno fertile dove le competenze prevalentemente informatiche, mediche e tecnologiche interagiscono per dar vita a strumenti digitali utilizzati per monitorare, prevenire o assistere nella cura delle patologie e quindi in grado di migliorare i servizi sanitari per pazienti e medici.

Come ogni cosa, anche le innovazioni tecnologiche mutuano il proprio valore in base all’uso che se ne fa, il settore dell’assistenza sanitaria è di per sé molto delicato e perciò necessità di maggiori tutele e garanzie.

La pandemia indubbiamente ha spinto la diffusione di strumenti digitali nel settore sanitario accelerandone anche la conoscenza, è evidente la percezione generale degli addetti al settore di come questa sfida della “sanità digitale” sia un occasione da non perdere, infatti la destinazione di parte delle risorse previste dal PNRR riguarda proprio questo settore e la gestione e valorizzazione dei dati sanitari è tra le priorità indicate.

Il processo di digitalizzazione del sistema sanitario è ancora frammentato e disomogeneo. Affinché le innovazioni tecnologiche in ambito sanitario possano determinare uno sviluppo su larga scala e possano essere sfruttate appieno occorre che siano soddisfatti determinati requisiti:

a) Sicurezza e certificazione degli strumenti tecnologici utilizzati, in modo che possa esserne garantita l’affidabilità, il rischio di malfunzionamento potrebbe essere causa di gravi danni per i pazienti. Infatti i sistemi di AI incorporati in dispositivi medici rientrano nella classificazione di sistemi ad alto rischio ai sensi dell’art. 6 par. 1 della proposta di Regolamento europero sull’Intelligenza artificiale.

b) Informazione e formazione dei professionisti sanitari e dei pazienti. É necessario che si crei un clima di fiducia nei confronti dei dispositivi digitali da parte degli operatori coinvolti e tale fiducia non può non prescindere da un’adeguata informazione e formazione. Occorre che vi sia la conoscenza dello strumento in questione, in primis da parte del professionista sanitario che lo utilizzerà, il quale, dovrà acquisirne la necessaria familiarità (ad esempio il medico dovrà conoscere come funzionano la Cartella Clinica Elettronica, gli strumenti di Telemedicina o le Terapie Digitali); il professionista avrà poi il compito di coinvolgere i pazienti e di agevolare il superamento della loro diffidenza iniziale dovuta dall’interfacciarsi con dispositivi all’apparenza freddi ed impersonali, dovrà rafforzare la loro fiducia in questi strumenti e metodi innovativi, compito non sempre facile visto che spesso (per le patologie di cui trattasi) i pazienti sono per lo più anziani e non sempre hanno dimestichezza con la tecnologia. Sarà compito del professionista sanitario inoltre, essere in grado di fornire tutte le informazioni che il paziente necessita, garantirsi che siano corrette, comprensibili e rassicuranti, infine dovrà tenere conto delle esigenze dei pazienti più timorosi e bisognosi di calore umano.

c) Qualità dei dati, protezione e l’importanza delle conoscenze specialistiche del DPO. Un problema da non sottovalutare riguarda la “qualità del dato”. L’aumento delle informazioni che circolano influisce sulla qualità delle stesse, più informazioni vengono inserite maggiore è il margine di errore ad esse relativo, occorre quindi prestare la massima attenzione nell’inserimento delle informazioni sanitarie, informazioni inesatte possono essere causa di gravi danni alla salute. L’accuratezza dei dati rileva maggiormente in ambito di intelligenza artificiale e del machine learning, tanto più i dati utilizzati sono corretti, tanto più sarà efficace la prestazione dell’algoritmo di apprendimento. La qualità del dato può essere garantita dai seguenti criteri: trasparenza nel contenuto, accessibilità, aggiornamento e correzione del dato, autorevolezza del provider dell’informazione, privacy e protezione dati, affidabilità.

Le prestazioni sanitarie e la loro regolamentazione di per sé coinvolgono una pluralità di soggetti (medici, pazienti, organizzazione sanitaria, DPO) ed una considerevole mole di dati, con l’introduzione degli strumenti tecnologici e dell’interoperabilità dei sistemi sanitari (ovvero la capacità dei dispositivi medici di scambiarsi informazioni ed utilizzarle) inevitabilmente aumentano le possibilità di accesso e trattamento delle informazioni idonee a rivelare lo stato di salute e conseguentemente aumentano le probabilità di violazione dei dati siano esse accidentali o intenzionali, è fondamentale pertanto assicurarsi che il trattamento dei dati personali avvenga nel rispetto delle norme vigenti in materia (GDPR – Codice Privacy), soprattutto in considerazione del carattere sensibile dei dati sanitari, particolare importanza in questo contesto rivestono il principio della limitazione delle finalità del trattamento e di minimizzazione del dato.

Ruolo fondamentale in questo senso è quello svoto dal DPO le cui competenze dovranno crescere ed andare di pari passo con le innovazioni tecnologiche che impattano sull’attività svolta dall’organizzazione per la quale svolge la funzione. Proprio in virtù di questo importante ruolo e della continua necessità di aggiornamento professionale l’Associazione Privacy Academy ha organizzato un corso avanzato per DPO il cui scopo è quello di fornire delle conoscenze specialistiche, un corso denso di contenuti che ha il pregio di avere relatori qualificati tra i quali alcuni funzionari dell’Autorità Garante che sapranno fornire delle informazioni utili e di taglio pratico anche in materia di sanità digitale. Tutti i dettagli sono consultabili al seguente link

Avv. Daniela Di Leo