Musica, diritto e nuove tecnologie

Tematiche legate alla privacy e al diritto delle nuove tecnologie possono essere affrontate in modo fresco e con poca retorica grazie ai riferimenti provenienti dal mondo della musica e della produzione musicale. Il singolo “Senza Pensieri” di Fabio Rovazzi, ad esempio, sia nel testo che nel videoclip ufficiale, ben descrive un futuro distopico in cui non c’è nessun equilibrio tra diritti e libertà, tra privacy e sicurezza: la tecnologia è impiegata per scopi di controllo autoritario, di massificazione globale e addomesticamento. Distopie di questo tipo non appartengono solo a un immaginario fantascientifico e alcuni governi, come quello cinese, stanno già compiendo primi esperimenti di natura orwelliana – vedi il Social Credit System e il relativo progetto di citizen score.

La musica è quindi un’occasione: può essere veicolo per affrontare tematiche afferenti le nuove tecnologie, sensibilizzare e rendere consapevoli gli ascoltatori.

A breve assisteremo alla settantesima edizione del Festival di Sanremo, uno tra gli appuntamenti più amati dagli italiani. Ventiquattro “big” e otto nuove proposte si sfideranno nella kermesse di luci e suoni. È una vetrina pazzesca, un’opportunità incredibile per farsi conoscere e apprezzare in mondovisione. Già sentiamo in radio, su youtube o spotify, le otto “giovani” tracce. Frasi come “Troppa connessione mi dimentico di uscire la sera” o “stando più vicini non è detto che parliamo” esprimono i disagi della società iper-connessa e meglio possono far breccia nell’ascoltatore, rispetto alle canzoni vecchio stile sull’amore in bianco e nero. La prima frase è di Thomas e, in “Ne8”, affronta il tema della diversità e della connettività; la seconda è di Eugenio in via gioia e, in “Tsunami”, parla di identità e capacità comunicativa. Interessanti anche le altre proposte.

Le competizioni canore, trasmesse in TV, oggi sono numerose, tutte simili ma anche tutte diverse. Ognuna fa leva su una o più particolarità, per ottenere pur sempre lo stesso obiettivo: il picco di share. La competitività porta le produzioni televisive sul digitale, devono mirare a garantire il massimo entertainment e il diretto coinvolgimento dello spettatore.

Le trasmissioni più aperte alla cultura digitale permettono al pubblico di esprimersi e televotare, oltre che tramite chiamata o via sms, anche tramite app ufficiale, sito internet o social network, con il telecomando o tramite smartwatch. Pertanto occorre maggiore attenzione sul rispetto della privacy, sul trattamento dei dati personali dell’utente, nonché dei dati relativi alle preferenze espresse; la spinta verso il digitale ha impresso una direzione incontrovertibile.

In sostanza, il mondo della musica e della produzione musicale (genericamente intesa) offre una molteplicità di spunti di riflessione in materia di privacy, data protection e nuove tecnologie, alcuni possono dar vita ad un dibattito tecnico (ad es. sui meccanismi di televoto), altri conduco a riflessioni di tipo più filosofico, di cinica rappresentazione della realtà.

Avv. Monica Gobbato
dott. Giacomo De Simio