Un nuovo “disclaimer” nella posta elettronica

 GDPR in calce alle e-mail

Qualsiasi trattamento di dati personali, indipendentemente dallo strumento che si utilizza, è soggetto al Regolamento Europeo 679/2016 c.d. GDPR. Nell’articolato del Regolamento, non esiste alcuna norma che indichi le modalità concrete e pratiche con cui fornire le informazioni. Questo significa che è possibile utilizzare qualsiasi mezzo. [1]

Per quanto concerne l’invio di e-mail, andranno rispettati i principi generali del GDPR e nella pratica andranno adottate alcune misure che possano renderci “compliance” alla normativa.

Sarà capitato a moltissimi di voi, di aver notato una dicitura sulla privacy, posta in calce alle e-mail, in cui si avverte il destinatario della natura personale e riservata delle informazioni inviate. Tale dicitura coincide con il più noto termine “disclaimer”.

<< Le informazioni trasmesse attraverso la presente e-mail ed i suoi allegati, sono diretti esclusivamente al destinatario e devono ritenersi riservati con divieto di diffusione e di uso nei giudizi, salva espressa autorizzazione; nel caso di utilizzo   senza espressa autorizzazione, verrà effettuata denuncia al competente Consiglio dell’Ordine Forense per violazione dell’art. 28 del Codice Deontologico. La diffusione e la comunicazione da parte di soggetto diverso dal destinatario, è vietata dall’art. 616 e ss. c.p. e dal d. lgs. n. 196/03. Se la presente e-mail e   i suoi allegati fossero stati ricevuti per errore da persona diversa dal destinatario, siete pregati di distruggere tutto quanto ricevuto e di informare il mittente con lo stesso mezzo. [2] >>

Esso rappresenta, quindi, una misura di sicurezza per il mittente che, in questo modo, può rammentare al destinatario di una e-mail le leggi vigenti in materia di privacy e di violazione della corrispondenza, avvertendolo dei rischi in cui incorre se adotta comportamenti vietati.

Persegue due finalità:

1. avvertire il destinatario dell’illiceità nel compiere qualsiasi uso, riproduzione o divulgazione di un messaggio, erroneamente ricevuto, esortandolo a non commetterla;
2. informare lo stesso destinatario delle modalità, finalità e quant’altro richiesto dalla normativa di settore in merito al trattamento dei dati personali. 

Analizzando il testo, si possono notare in modo chiaro i seguenti riferimenti normativi, oltre al richiamo specifico al Codice Deontologico dell’Ordine Forense:

–  D.lgs 196/03 noto come Codice Privacy;
– Regolamento Europeo 679/2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con    riguardo al trattamento dei dati personali noto come GDPR;
– Codice Penale, indirettamente richiamato quando si avverte il destinatario che qualsiasi uso del messaggio è vietato, ai sensi dell’ art.616 c.p. “Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza”

Alla luce di quanto brevemente detto, possiamo notare come l’intenzione del legislatore sia quella di tutelare pienamente il diritto alla riservatezza del titolare dell’ e-mail.

Articolo di
Dott.ssa Natascia Samaria


[1] https://protezionedatipersonali.it/trattamento-dei-dati
[2] www.ordineavvocatitrani.it